Perché un avvocato di 65 anni ha iniziato a correre in montagna
Il primo racconto di questo blog non è una gara vinta, ma una linea di partenza: quella di raccontare cosa ho imparato correndo, invecchiando bene, e provando a fare entrambe le cose con metodo.
Benvenuti sul mio blog. Mi presento meglio di come ho fatto qui sopra: sono Alberto Colvara, ho 65 anni, faccio l'avvocato e l'imprenditore da tutta la vita professionale, e da qualche anno ho aggiunto una terza identità a quelle due — quella del corridore. Non un corridore qualsiasi: uno che si è innamorato dei trail, dei sentieri di montagna, dei pettorali numerati e delle partenze affollate all'alba, con l'arco gonfiabile della gara sopra la testa e le Alpi sullo sfondo.
Ho passato decenni a misurare il tempo in udienze, contratti, riunioni. La mia unica "forma fisica" era la resistenza mentale. Poi, un giorno, ho iniziato a camminare. Poi a correre. Prima piano, poi meno piano. Le prime mezze maratone sono arrivate quasi per gioco — una scommessa con me stesso più che con qualcun altro. Ma è stato il trail, la corsa in montagna, a cambiarmi davvero: la fatica del dislivello, il silenzio dei sentieri, la soddisfazione di tagliare un traguardo dopo ore di salite e discese, con le gambe pesanti e la testa incredibilmente leggera.
Perché adesso, e non prima
Molti mi chiedono perché ho iniziato a 60 anni suonati, invece che a 30. La risposta onesta è che a 30 anni non avevo il tempo, e forse nemmeno la lucidità, per capire quanto il corpo e la mente siano collegati. La professione mi ha dato disciplina, capacità di analisi, resistenza allo stress. Lo sport mi sta dando qualcos'altro: energia, chiarezza, e la prova quotidiana che si può ancora migliorare, a qualsiasi età. Non è mai troppo tardi per allenarsi — è solo diverso il modo in cui bisogna farlo.
Longevity, nutrizione, sport: il filo conduttore
Questo blog non parlerà solo di gare. Mi interessa profondamente il tema della longevity — vivere a lungo, ma soprattutto vivere bene: mobili, lucidi, curiosi. Studio nutrizione perché ho capito che quello che mangio incide sulle mie prestazioni tanto quanto gli allenamenti. E lo sport, per me, non è più un accessorio alla vita professionale: è diventato il laboratorio dove testo ogni giorno la mia versione migliore, quella che poi porto anche in ufficio e in tribunale.
Racconterò le gare che corro — dalle mezze maratone ai trail più impegnativi come il GTC, il Grantrail Courmayeur Mont-Blanc, dove queste foto sono state scattate — ma anche quello che imparo lungo il percorso: sull'alimentazione, sul recupero, sulla testa che a volte molla prima delle gambe, e su come si fa a rialzarsi.
Se siete arrivati fin qui, grazie per aver letto questo primo racconto. Che siate avvocati, imprenditori, corridori, o semplicemente persone curiose di sapere se si può ricominciare — e migliorare — dopo i 60 anni, questo spazio è anche per voi. Ci si vede al prossimo chilometro.