Avvocato, imprenditore, sportivo. A 65 concedo più tempo alle mie passioni.
Mi chiamo Alberto Colvara, ho 65 anni e da più di quarant'anni faccio l'avvocato e l'imprenditore. Sono abituato a ragionare per obiettivi, scadenze e strategie, e per molto tempo il mio principale allenamento è stato quello mentale, tra appuntamenti, riunioni, scelte e direttive.
Non ho mai abbandonato la passione per lo sport e la forma fisica. Sin da ragazzo ho attraversato innumerevoli sport: Judo, atletica, arrampicata sportiva, tennis, sci, triathlon, corsa. Poi, qualche anno fa, sono rimasto incantato dal trail running, nei boschi e nei sentieri di montagna. Corro perché mi tiene vivo, lucido, curioso — e perché a questa età ho capito che il tempo migliore per iniziare qualcosa di nuovo è adesso.
Che tu voglia condividere un sentiero, chiedere un consiglio su allenamento e nutrizione, o semplicemente salutarmi dopo aver letto qualcosa: scrivimi pure, rispondo sempre.
Ieri sono andato a provare il percorso di una garetta che si terrà domenica a Montemarcello, in provincia di La Spezia. Saranno circa 11 km di salite e discese, quasi tutto nei boschi in single track: un percorso abbastanza tecnico, con 550 metri di dislivello.
Oggi invece ho corso in pianura per un'ora, facendo un lento. Ieri sera ero a mangiare una pizza e a bere birra. Quindi, non certo quello che un vero atleta avrebbe fatto :) Infatti la dormita della notte non è stata delle migliori.
Questa pagina del diario è ancora bianca. Torna a trovarmi presto: la prossima annotazione arriverà qui.
Dopo il GTC di luglio scorso ho continuato ad allenarmi. Mi tengo in forma, perlomeno ci provo, andando a correre 3 o 4 volte a settimana, in palestra 1 o 2 volte. Il caldo pazzesco dell'estate mi ha fatto faticare ma non ho mai smesso. Sono infatti magro, circa 70 kg per 1,77 m di altezza.
Spiegherò con il tempo come, alla mia età — compio 65 anni a dicembre — riesco ancora a fare le garette di corsa e a divertirmi. Dormire, mangiare, lavorare: tutto va ragionato al meglio. Non ci sono più i 20 anni che ti consentivano vari deragliamenti dalle regole. Oggi, se voglio presentarmi a una gara, devo aver seguito un comportamento adeguato. Devo rinunciare a qualcosa in favore di altro: un bicchiere di vino in meno, un'ora di sonno in più, una certa attenzione agli alimenti.
Ho passato decenni a misurare il tempo in udienze, contratti, riunioni. La mia unica "forma fisica" era la resistenza mentale. Poi, un giorno, ho iniziato a camminare. Poi a correre. Prima piano, poi meno piano. Le prime mezze maratone sono arrivate quasi per gioco. Ma è stato il trail, la corsa in montagna, a cambiarmi davvero: la fatica del dislivello, il silenzio dei sentieri, la soddisfazione di tagliare un traguardo dopo ore di salite e discese, con le gambe pesanti e la testa incredibilmente leggera.
Molti mi chiedono perché ho iniziato a 60 anni suonati, invece che a 30. La risposta onesta è che a 30 anni non avevo il tempo, e forse nemmeno la lucidità, per capire quanto il corpo e la mente siano collegati. Lo sport mi sta dando energia, chiarezza, e la prova quotidiana che si può ancora migliorare, a qualsiasi età.
Questo spazio non parla solo di gare: parla di longevity, di nutrizione, e di come restare mobili, lucidi e curiosi. Ci si vede al prossimo chilometro.
Questo racconto non è stato ancora scritto. Torna a trovarmi presto: qui troverai la prossima storia dal sentiero.